Agnone
Molise

Agnone è un comune di 5.452 abitanti della provincia di Isernia. Agnone è famosa in tutto il mondo per la sua fabbrica di campane, una delle pochissime cha ha la possibilità di usare lo stemma pontificio.

CARATTERISTICA
Il 24 dicembre ad Agnone si svolge la 'Ndocciata', il più grande rito di fuoco che si conosca: è una sfilata di migliaia di enormi fiaccole costruite artigianalmente. Dal 2000 tale evento si svolge in alcune occasioni il giorno dell'Immacolata Concezione. Questa tradizione, che probabilmente nell'antichità era connessa ai riti della rinascita della luce, oltre che ad Agnone si è conservata - in misura minore - anche a Santo Stefano di Sante Marie (L'Aquila) ed ha assunto una diversa valenza legandosi alla festività del Natale. Tre giorni da non perdere assolutamente sono quelli riguardanti la Fiera delle Arti e Mestieri Antichi, a cura dell'Associazione Culturale Kerres: dal 17 al 19 agosto di ogni anno una vasta area del centro storico ospita artigiani al lavoro, ospitati nelle antiche botteghe di matrice veneziana. Si possono ammirare orafi, ramai, conciatori, artigiani del ferro battuto, tombolo e ricamo e altri ancora alle prese con i loro antichi mestieri che mostrano e spiegano alle migliaia di turisti le fasi e la magia delle loro lavorazioni artigianali. Inoltre troviamo lavorazioni artigianali di confetti, dolciumi vari e prodotti caseari lavorati in loco. Il tutto allietato da trampolieri, giocolieri, sputafuoco e gruppi di musica popolare: uno dei momenti di maggior successo è la rievocazione dell'Antica Serenata Agnonese. Ovviamente è possibile gustare gli ottimi prodotti della gastronomia locale nei vari punti ristoro dislocati all'interno della manifestazione, nei quali è possibile cenare con pochi euro.

DA VEDERE
Il Museo Internazionale della Campana sorge accanto all'antichissima Fonderia Pontificia Marinelli, una delle più antiche del mondo.
Le Antiche Fonderie del Rame si trovano a pochi chilometri dal centro abitato, nella valle del Fiume Verrino: sono delle antiche fonderie a funzionamento idromeccanico nelle quali si producevano dei semilavorati in rame che venivano poi inviati alle oltre 180 botteghe di ramai agnonesi che, da tali semilavorati, producevano tine, caldai e vari oggetti in rame.
La Chiesa di S. Marco Evangelista del XII secolo presenta un notevole portale rinascimentale.
La Chiesa di S. Francesco è considerata monumento nazionale. Risalente al XIV secolo, ha un caratteristico portale gotico sormonato da un affascinante rosone. Da sottolineare la superba cupola a tamburo e l'originale torre campanaria (con la parte finale in ferro battuto). All'interno della chiesa, con decorazioni di Ambrosio Piazza, si trovano ricchissimi altari e affreschi del molisano Paolo Gamba.
Attiguo alla Chiesa di S. Francesco troviamo l'ex Convento dei PP. Conventuali, con un magnifico chiostro (alle cui pareti si trovano affreschi rappresentanti la vita di S. Francesco), oggi sede della Biblioteca Comunale e della Mostra Permanente del Libro Antico con volumi rarissimi, come un'antica copia dell'Opera Omnia di Platone, risalenti al XVI secolo.
La Chiesa di S. Emidio risale al XIV secolo, con uno splendido portale gotico, conserva al suo interno capolavori d'arte di Giulio Monteverde, Giacomo Colombo, Giovanni ed Amalia Dupré. Caratteristiche sono le statue lignee dei 12 apostoli, a grandezza naturale, attribuite a scuola napoletana del 1650. Adiacente alla chiesa troviamo la Biblioteca Emidiana, ricca di testi antichi del XI secolo.
Per caratteristiche architettoniche e opere custodite sono da visitare anche le chiese di S. Pietro, San Nicola, Sant'Antonio Abate (con annessa torre campanaria visitabile), San Biase (chiesa più antica di Agnone, del XI secolo), Sant'Amico, Santa Croce, la Trinità, L'Annunziata. Nel solo centro abitato si trovano 13 chiese, a testimonianza della forte influenza che esercitava nei secoli addietro il Vaticano in questo lembo dell'Alto Molise.
Non meno interessante è l'architettura civile del paese: il centro storico è di chiaro stampo veneziano, infatti avventurandosi lungo le stradine del borgo antico ci si imbatte di frequente nelle caratteristiche botteghe veneziane e in piccole statue di pietra raffiguranti, per l'appunto, leoni veneziani.
L'Antica Bottega Orafa sita in Corso Garibaldi testimonia un'antica migrazione di artigiani lagunari verso Agnone, avvenuta secoli addietro per opera della famiglia Borrello.
Molto bella è la Piazza principale del centro storico, Piazza Plebiscito, anticamente detta Piazza del Tomolo, nella quale confluiscono sette strade che partono da altrettante altre zone del borgo antico e che ospita una caratteristica fontana marmorea risalente al 1881 (anno della costruzione del primo acquedotto urbano agnonese), restaurata, come tutta la Piazza, tra la fine del 2006 e i primi mesi del 2007.
Come detto, il Teatro Italo-Argentino fu costruito nel primo dopoguerra con i fondi degli agnonesi del Sudamerica. Esso funziona sia come teatro (l'unico in provincia d'Isernia), sia come cinema.

STORIA
La tradizione vuole che Agnone sia sorta sulle rovine della città sannitica Aquilonia distrutta dai Romani durante la conquista del Sannio: nella zona sono stati recuperati diversi reperti archeologici, come la stele funeraria di Vibia Bonitas, attualmente conservata al Teatro Italo Argentino, nel centro storico della cittadina. Agnone era un importante centro durante la dominazione longobarda, e andò poi decadendo nei secoli immediatamente precedenti il 1000, mentre la Valle del Verrino e le alture circostanti divennero luogo di eremi, piccoli monasteri e piccole colonie agricole. Nel 1139 la potentisima famiglia dei Borrello, Conti di Pietrabbondante e capitani di ventura di Venezia, portarono sul luogo un notevole numero di soldati e artigiani veneziani, probabilmente provenienti dalle colonie dalmate della Serenissima (una più recente ipotesi dello scrittore veneziano Alvise Zorzi, propone la provenianza di questo gruppo dalle colonie veneziane della Puglia, ma il riscontro rimane impossibile per assenza di documenti e la questione resta dubbia). Appare però evidente la fondazione veneziana del paese vero e proprio - sorto sul colle arcuato di fronte al Monte Caraceno - a causa dei chiari segni di cultura veneziana ancor oggi osservabili nel quartiere originario, quello della Ripa, altrimenti detto "borgo veneziano". L'importanza di Agnone andò crescendo nel periodo angioino ed anche in quello aragonese, al punto che durante il regno borbonico delle Due Sicilie, la città fu tra le 56 città regie, direttamente dipendenti dal Re, libere da qualunque altra soggezione di tipo feudale, dotate di alto tribunale, con diritto di comminare pene capitali. Appartenente da sempre all'Abruzzo Citeriore, quando Giuseppe Bonaparte decise di creare la Regione Molise, essa fu lasciata con la regione di appartenenza. Ma durante il regno di Giacchino Murat, i maggiorenti del luogo chiesero ed ottennero il passaggio al Molise, fondando la richiesta sulla difficoltà geografica dei collegamenti abruzzesi, e sperando di assurgere ad un ruolo di dominio nella nuova, piccola regione. La prima delusione colse gli Agnonesi subito dopo questo passaggio, giacché i tre distretti in cui il Molise fu diviso, ebbero come centri e capoluoghi Larino, Campobasso ed Isernia, escludendo Agnone da ogni ruolo di preminenza amministrativa. L'Italia unita, del resto, riunificando l'Abruzzo e il Molise in un'unica regione, rese di fatto superato questo problema. Fiorente per ampiezza dell'agro e per numero e volume di imprese artigiane, Agnone poté sviluppare, nel corso dell'800, un alto numero di menti colte: medici, filosofi, giuristi, teologi, da cui le venne il nome onorifico di "Atene del Sannio". La rivoluzione dei prezzi legata al primo sviluppo dell'industria italiana di fine Ottocento, tuttavia, intaccò quest'equilibrio, dando il via al fenomeno dell'emigrazione. Durante il Regime fascista, Agnone fu sede di confino per numerosi oppositori del regime, tra cui don Raimondo Viale, protagonista de "Il prete giusto" di Nuto Revelli. Dal 1940, ad Agnone sorse un campo di concentramento per famiglie di zingari rom rastrellate in tutta Italia. Il prefetto locale a tale scopo, scelse ed ottenne dal vescovo dell'epoca la concessione del convento di S. Bernardino. L'ultima crescita demografica, Agnone la ebbe negli anni '40, per poi subire una continua diminuzione dagli anni '50 ad oggi. Parallelamente - e paradossalmente - la cittadina vedeva i segni sicuri di un notevole sviluppo socio-economico, quali la nascita del locale Ospedale Civile, e quella delle scuole superiori, tra cui il Liceo Scientifico (primo del Molise), l'Istituto Tecnico Industriale, L'Istituo Professionale, tuttora presenti. È poi da menzionare - nel primo dopoguerra - la nascita del Teatro Italo Argentino (fondato grazie agli apporti degli agnonesi d'Argentina) che fu a lungo uno dei più ampi dell'Abruzzo-Molise, e al giorno in cui scriviamo (marzo 2008) è tornato ad esserlo per la chiusura di alcuni grandi teatri delle due regioni. Gli ultimi decenni hanno visto Agnone sviluppare una cultura turistica moderna ed articolata, con la diffusione degli sport equestri, la creazione di numerosi centri di agriturimo, la costruzione di piscine, l'ospitalità di eventi di spettacolo e di studio (questi ultimi legati al mondo delle scienze mediche, della religione, e soprattutto alle notevoli ricchezze archeologiche e paleontologiche del circondario).

DATI RIEPILOGATIVI

In aggiornamento

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