Faenza
Emilia Romagna

MAPPA INTERATTIVA

Importante città dell'Emilia-Romagna, Faenza fu fondata dai romani nel 180 a.C. con il nome di Faventia. La posizione strategica sulla Via Emilia, ne ha da sempre favorito l'economia. In particolare la ceramica, famosa in tutto il mondo, ha una tradizione plurisecolare. Faenza, per la natura del suo terreno ricco di argille, divenne fin dal medioevo un centro ceramico di grande importanza. I vasai faentini nei primi secoli dopo il Mille svilupparono particolari tecniche di rivestimento dei manufatti. Dal patrimonio di questo antico mestiere si sono costituite cooperative, botteghe ed ateliers che caratterizzano a tutt’oggi la realtà della città. Il Museo Internazionale delle Ceramiche, che conserva splendide collezioni di oggetti di ogni età storica e Paese. Ad esso si aggiungono le 60 botteghe d’arte, le scuole superiori e universitarie, che hanno formato in tutto il mondo artisti e tecnici nel settore, le manifestazioni internazionali d’arte, i centri di ricerca sull’innovazione ceramica e le industrie di settore. Tra le realtà economiche indichiamo la 3C Casalinghi SpA, azienda leader in Italia nella distribuzione di articoli per la casa e le grandi comunità . Tali prodotti vengono ricercati e selezionati in Italia e all'estero e sono in gran parte esclusivi e a marchio proprio. Piatti, posateria, pentolame e tutto ciò che serve per la preparazione in cucina e il servizio in tavola compongono il vasto assortimento proposto dall'azienda. I clienti a cui la 3C si rivolge sono la grande distribuzione, i negozi tradizionali e il canale alberghi-ristoranti comunità.

ETIMOLOGIA
Deriva dal termine latino Faventia (favorevole, che porta favore) che è a sua volta un composto del verbo favere (favorire) e del suffisso -entia.

IL DUOMO
La cattedrale, espressione dell'architettura rinascimentale in Romagna, è di influenza toscana. La sua costruzione, su progetto di Giuliano da Maiano, fu iniziata nel 1474, e non si concluse prima del 1515; la consacrazione al culto di San Pietro apostolo avvenna nel 1581. Il paramento marmoreo della facciata è rimasto incompiuto e rimane a vista la tessitura con mattoni sporgenti della muratura. L'interno, a tre navate, custodisce opere d'arte del periodo rinascimentale, soprattutto sculture, tra cui:

l'arca di San Terenzio, del 1462, opera di un maestro toscano;
l'arca di di Sant'Emiliano, della seocnda metà del Quattrocento (alcuni rilievi marmorei sono oggi al Museo Jacquemart-André di Parigi;
l'arca di San Savino, compiuta nel 1468, forse scolpita a Firenze da Benedetto da Maiano;
la cappella della Beata Vergine delle Grazie, eretta a santuario diocesano, che custodisce un affresco staccato del 1412; l'affresco raffigura Maria nell'atto di spezzare delle frecce, simbolo dei pericoli da cui lei offre protezione.

LA PINACOTECA
La Pinacoteca ha origine nel 1797, quando l'amministrazione comunale acquistò un'importante collezione di stampe, disegni, gessi e dipinti dall'artista Giuseppe Zauli, cui ben presto si aggiungesero altre opere d'arte, provenienti dai conventi e dalle chiese soppressi in forza delle leggi napoleoniche. Essa venne aperta al pubblico nel 1879, nell'ex convento dei Gesuiti, ora chiamato Palazzo degli Studi. Da allora, e fino ai nostri giorni, il patrimonio artistico è stato notevolmente aumentato da ricche donazioni di privati, da depositi di Enti pubblici, dai reperti archeologici emersi a seguito delle attività edilizie.

Altri musei sono il Museo civico di Scienze naturali di Faenza e il Museo dell'età neoclassica. Il "Museo Carlo Zauli", fondato dopo la sua morte nel 2002 nel laboratorio dell'artista, scultore e ceramista, raccoglie le sue opere in una collezione permanente.

MANIFESTAZIONI
Importanti sono le Manifestazioni internazionali della ceramica d'arte contemporanea e antica che si svolgono nella cittadina nei mesi di settembre e ottobre richiamando artisti, collezionisti e amanti della maiolica da tutto il mondo.

A fine novembre si svolge la manifestazione che in assoluto porta in città il maggior numero di visitatori: il Meeting Etichette Indipendenti (MEI), evento in cui si radunano case discografiche e musicisti che si definiscono indipendenti dalle major discografiche. Partecipano musicisti di caratura nazionale con concerti nelle 3 serate di durata della manifestazione.

La quarta domenica di giugno si disputa invece il "Palio del Niballo": una giostra di ispirazione medievale fra i 5 rioni della città, nata nel 1959. Questo avvenimento è accompagnato nelle settimane prima dalla Bigorda, una giostra per cavalieri giovani e dalla gara delle bandiere e dei musicanti. Inoltre, nella sera del 5 gennaio, si celebra la "Nott de bisò", altro avvenimento legato al Palio, in cui si beve il tradizionale "Bisò" (nome dialettale del Vin Brulè), che dà anche il nome alla festa.

La manifestazione Manfreda, una sorta di sagra paesana dove tantissimi cittadini si vestono con costumi storici, fa parte della FIGS (Federazione Italiana Giochi Storici): infatti la piazza faentina ha sfornato molti campioni, sia sbandieratori sia cavalieri, che hanno gareggiato da sempre a livello nazionale.

CULTURA
La città è legata alle sue radici culturali romagnole, ed in particolare al suo dialetto. Assieme a Forlì si spartisce la fama di dialetto tipico romagnolo, anche se fra i due vi sono significative differenze. Difatti in questo territorio perfino fra due frazioni separate da pochi chilometri di strada possono riscontrarsi significative differenze di idiomi e accenti. Se poi ci si allontana dalla Romagna centrale, la lingua tende a perdere questa o quella peculiarità a mano a mano che si avanza verso la periferia, in quanto subisce gli influssi delle zone circostanti.

In età neoclassica, artisti come Giuseppe Pistocchi, Giovanni Antonio Antolini, Pietro Tomba e Antonio Trentanove furono artefici di una profonda trasformazione culturale della città.

ORIGINI E CENNI STORICI

Le origini della città si perdono nella mitologia. Pare, infatti che i coloni attici che, risalendo l'Adriatico, fondarono Ravenna, si fossero spinti nel entroterra fondando l'isediamento di Foentia. La città crebbe come centro commerciale sotto etruschi e celti grazie alla posizione favorevole offertale dal incrcio fra il fiume Lamone, la via salaria che attraverso gli appennini portava il sale in etruria e campania e la strada che poi i romani avrebbero lastricato e chiamato Aemilia. In seguito alla conquista romana nel II secolo a.C. fu colonia d'insediamento (Faventia) e si sviluppò grazie alla produzione agricola, tessile e ceramica. Qui, nel 82 a.C. il sillano Quinto Cecilio Metello Pio sconfisse l'esercito del populares Gneo Papirio Carbone, durante le guerre civili della tarda repubblica romana. Decaduta a partire dal II secolo d.C., è ricordata dalle cronache per la battaglia combattutasi nel 542, nella quale Totila e l'esercito ostrogoto, sconfissero i Bizantini. Al VII secolo risale la prima cinta muraria, costruita per difendere la città dai Longobardi. Fu nuovamente prospera a partire dall'VIII secolo. Dominata in epoca alto-medioevale dai vescovi, divenne nel XII secolo libero comune. Faenza fu famosa per la sua propensione alle guerre e fu perciò coinvolta nei principali avvenimenti anche a livello nazionale. Inizialmente fedelissima all'imperatore, e questo trova conferma anche dalla visita di Federico Barbarossa che qui si fermò per diverso tempo con tutta la sua corte, aderì in seguito alla Lega Lombarda (1178). Nel periodo guelfo fu spesso in contrasto con la ghibellina Forlì. Nel 1241 fu assediata e presa dall'imperatore Federico II, con l'aiuto dei forlivesi e di Teobaldo Ordelaffi. In seguito passò sotto il potere di Maghinardo Pagani, signore di Palazzuolo, che approfittò della divisione fra guelfi e ghibellini. Maghinardo ebbe un ruolo molto importante nella storia della città e si dimostrò un ottimo politico ed un astuto stratega.

Questa peculiarità guerresca di Faenza, comune a quasi tutte le città romagnole dell'epoca, accompagna la città in diverse menzioni nella divina commedia. Faentino è, in particolare, Frate Alberigo dei Manfredi, collocato nella terza zona dell'ultimo cerchio dell'inferno,quello i traditori degli ospiti, al canto XXX, ed è l'ultimo peccatore (quindi il peggiore) a dialogare con Dante. L'onore della città è riscattato, fortunatamente, al XXI canto del Paradiso dove compare San Pier Damiani. Raggiunse la massima fioritura sotto la signoria dei Manfredi (dal 1313, e in particolare di Carlo II Manfredi, sotto il quale venne rinnovato il centro urbano con la costruzione della cattedrale e del palazzo del popolo. In epoca rinascimentale divenne celebre per la produzione di oggetti in ceramica, esportati in tutta Europa. Per questo motivo il toponimo stesso è diventato sinonimo di maiolica in molte lingue, tra cui il francese (faïance) e l'inglese (faience).

Nel 1500 la città fu assediata dalle truppe mercenarie di Cesare Borgia, alle quali resistette per 6 mesi guidata dal sedicenne Astorgio Manfredi, poi catturato a tradimento e imprigionato a Roma dal Valentino. Pochi anni dopo il corpo del giovane signore fu ritrovato nelle acque del Tevere.
Crollato il fragile regno del Borgia, con la morte del padre papa Alessandro VI fu brevemente occupata dai veneziani (1509/1510) ed entrò quindi a far parte dello Stato della Chiesa. Durante il governo di Guicciardini della Romagna pontificia, gode di particolare favore, tanto che lo storico vi soggiorno per quasi tutto il 1525. E' in questa fase che Faenza attrae tanti perseguitati religiosi dell'Europa del nord e dell'est tanto da essere definita città protestante.

La Chiesa non tardò a prendere le necessarie contromisure. Infatti dopo il concilio di Trento, è sede del Tribunale della Santa Inquisizione per la Romagna, che porta via dalla città gli immigrati e gli artisti stranieri immigrati negli anni precedenti. Nel 1608, la città diede i natali al noto fisico e matematico Evangelista Torricelli discepolo di Galileo e inventore del barometro.

Nella seconda metà del XVIII secolo Faenza divenne un'importante centro del neoclassicismo italiano. Nel 1797 vicino Faenza, sul Senio, si combatté la battaglia decisiva (ma dall'esito scontato) fra le milizie pontificie e l'esercito di Napoleone. Sotto l'occupazione napoleonica Faenza fu sede tra il 1803 e il 1815 dell'unico liceo del dipartimento del Rubicone, che comprendeva l'intera Romagna, grazie all'impegno dell'intellettuale faentino Dionigi Strocchi (che diresse dal 1806 al 1809) e dell'amico Vincenzo Monti.

Nel 1891 è nato a Faenza Pietro Nenni, leader storico del socialismo italiano, considerato tra i padri della repubblica.

Il punto di magior splendore della Faenza post unitaria fu raggiunto nel 1908 con l'Esposizione Torricelliana, una manifestazione imponente che fu visitata ed inaugurata dal re in persona portando Faenza alla ribalta nazionale. L'esposizione raccoglieva nelle sale dell'ex convento di San Maglorio i prodotti ceramici contemporanei (provenienti da tutta Europa). Insieme ad esse sono stati esposti tanti esemplari prodotti da antiche fornaci italiane. Conclusasi l'Esposizione grazie ai doni degli espositori nacque il Museo che è oggi famoso in tutto il mondo, con tanti visitatori e uno dei vanti della città.

Faenza è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione ed è stata insignita della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Nella lotta partigiana si distinse particolarmente Benigno Zaccagnini, leader storico della Democrazia Cristiana (dal 1975 al 1980).

Museo internazionale delle Ceramiche
Il Museo internazionale delle Ceramiche, fu fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini, è diventato un importante centro culturale di ricerca e di documentazione per la ceramica di tutto il mondo e può proporre al pubblico un'ampia campionatura di quanto è stato prodotto dall'antichità classica fino ai giorni nostri. Il Museo è attualmente interessato da un ampio processo di trasformazione che, grazie all'aumento degli spazi espositivi, permetterà (ed in parte ciò è già visibile) una più razionale e comprensibile presentazione delle opere al pubblico.

Il percorso prende avvio con le ceramiche precolombiane, proposte con il supporto di una raffinata didattica, cui seguono quelle dell'antichità classica dalla preistoria all'epoca romana - e quindi i manufatti provenienti dall'Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea) e dal Medio Oriente. Al piano superiore del vecchio quadrilatero è presentata l'evoluzione delle ceramiche di Faenza dal Basso Medioevo al Rinascimento, che può essere messa a confronto con la produzione del Rinascimento italiano, ripartita per le varie regioni. Una sezione illustra i successivi sviluppi della ceramica italiana dal Seicento all'Ottocento mentre nella Sala Europa si può ammirare una selezione dei prodotti delle principali manifatture europee. Il Museo non si rivolge solo alle ceramiche del passato, ma è attento a quanto ancora oggi si produce nel settore. Ecco allora i vasti spazi dedicati al contemporaneo che prende le mosse dalle opere dei Premi Faenza, un concorso internazionale che si celebra dal 1938. La sezione accoglie, oltre ad una selezione di designers, anche capolavori di artisti universalmente riconosciuti come Picasso, Matisse, Rounault, Léger, Chagall, Leoncillo, Fontana, Burri, Martini, Melotti, Nespolo, Baj, Arman, Matta. Infine, nella nuova sala conferenze, il visitatore può accedere a una multivisione sulla genesi del Museo.

DATI RIEPILOGATIVI

Popolazione Residente 53.641 (M 25.920, F 27.721)
Densità per Kmq: 248,7

CAP 48018
Prefisso Telefonico 0546
Codice Istat 039010
Codice Catastale D458

Denominazione Abitanti: faentini

Numero Famiglie 21.739
Numero Abitazioni 23.016

Il Comune di Faenza fa parte di:
Regione Agraria n. 4 - Pianura del Lamone
Associazione Italiana Città Ciclabili
Associazione Italiana Città della Ceramica (AICC)
Associazione Nazionale Città del Vino

Comuni Confinanti
Bagnacavallo, Brisighella, Castel Bolognese, Cotignola, Forlì (FC), Riolo Terme, Russi, Solarolo.

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