. .
 

Quattro Castella

Emilia-Romagna

Quattro Castella é un comune di 12.539 abitanti della provincia di Reggio Emilia. Il nome deriva dall'antica presenza in loco di quattro poderi con quattro castelli. Arrivando da Montecavolo, quindi da est, si incontrano Monte Vetro, Bianello, Monte Lucio e Monte Zane. Probabilmente facevano parte del sistema difensivo settentrionale dei dominii dei Canossa. Ad eccezione di Bianello, che sorge pressoché intatto, degli altri castelli non ne restano che pochi ruderi. Monte Zane o Mongiovanni è il più occidentale dei quattro castelli. Lo possedettero per primi i Dalla Palude poi i parmigiani, i reggiani e nel 1339 giunse ai Canossa. Monte Lucio o Monte Luzzo è il terzo, venendo da levante, dei quattro castelli. Sorto come torre difensiva nel X secolo, Monte Lucio venne venduto a Parma nel 1297. Venne completamente distrutto ad opera di Azzo d'Este nel 1307 e poi ricostruito. Monte Vetro o Monte Vecchio è il più orientale dei quattro castelli. Nato probabilmente come torre difensiva attorno al 1000, Montevetro passò dai Canossa ai Fogliani, e da questi al comune di Parma. Nel 1354 tornò ai Canossa, ai quali rimase fino alla loro estinzione. Divenne in seguito sede di contado e poi più tardi di pretorio. Oggi non ne rimane che qualche rudere.

MAPPA INTERATTIVA

IL CASTELLO DI BIANELLO
Oltre un millennio è strascorso dall'iniziale insediamento fortificato sul colle del Bianello all'attuale residenza. E' possibile tuttavia ripercorrere, con sufficiente attendibilità, la cronologia costruttiva del castello attraverso la lettura critica dei paramenti murari esterni e l'analisi della tessitura strutturale. Il primo manufatto è la torre maestra o mastio, protetto da una cinta presumibilmente quadrata di cui occupava l'angolo nord-est. Dopo il crollo avvenuto nel 1285, come cita la Chronica di Salimbene de Adam, la torre è ricostruita con l'inserimento di una scaletta a chiocciola centrica in pietra a sostituzione di quelle lignee che originariamente collegavano i diversi livelli. Il perimetro dell'iniziale cinta quadrilatera ha suggerito l'allineamento dei primi corpi di fabbrica, a sud e a nord, che si sono andati via via edificando interno al mastio lasciandone scoperto il solo lato di ponente. Il libero svolgimento delle più ampie cortine medioevali ha condizionato la giacitura dei manufatti successivi in una progressiva involuzione strutturale del castello. Sul lato nord, che fa angolo in mezzeria, sono chiaramente identificabili quattro interventi. Più antica è la fascia centrale, che conserva impronte di finestre a bifora e che si allineava al mastio sul fronte ponente dove è tutt'ora il portale archiacuto in grossi conci lapidei. Dal portale si accede a un lungo camminamento particolarmente inressante per la pavimentazione in mattoni a spina di pesce e per l'orditura lignea del soffitto. Esso conduce all'ala d'angolo di escuzione appena successiva , che conserva pure tracce di bifore, impostate a quota differente. L'ala di ponente è decisamente più tarda e realizzata, a sua volta, in due tempi diversi. Nella fascia sud-orientale del castello, a un livello inferiore parzialmente interrato nella roccia, sono ricavati altri ambienti: la copertura a padiglione con unghie perimetrali, l'ariosa spazialità, la calibrata proporzione, ne attestano una esecuzione tardo quattrocentesca, probabilmente concomitante al potenziamento della cinta difensiva. Dalla metà del XVIIsecolo gli interventi saranno rivolti alla valorizzazione dell'aspetto ornamentale. Al XVIII è demandata la realizzazione dell'ampio e scenografico scalone, immediatamente a sud della torre. Si definisce così, nella parte meridionale, un diverso assetto distributivo, un nuovo accesso, più aulici percorsi, una maggior concentrazione di valori plastici e spaziali. L'ultimo significativo intervento architettonico, affidato ai Marchelli sulla prima metà del XIX secolo, interessa il collegamento tra le ali nord e sud che delimita, a levante, la corte della cisterna. Di particolare interesse il percorso lineare che, dal piazzale d'accesso, attraverso l'androne, la corte, l'arcata centrale del portico traguarda il paesaggio esterno, secondo i canoni di assialità monumentale propri della cultura neoclassica.

APPROFONDIMENTO

La fama di Quattro Castella é legata alle manifestazioni a tema medievale che si svolgono ogni anno nel quadro del “Maggio Matildico”: spettacoli, mercatini e cene in costume organizzate da contrade e associazioni col patrocinio del Comune. A fine Maggio il culmine é il “Medioevo in Piazza”; sfilate, giochi ed evoluzioni dei Maestri d'Armi e di Bandiera, la Quintana dell'Anello, la spettacolare Tenzone del Ponte (detta Gran Passo d'Armi) e il gioco dell'Ungaro Vinto. Si termina col Corteo Matildico (quest’anno alla 40° ediz.) che rievoca un importante fatto storico che avvenne nel Maggio del 1111. Enrico V, figlio di Enrico IV che trent'anni prima ottenne da Papa Gregorio VII, per intercessione di Matilde, il famoso perdono di Canossa, venne a Bianello e incoronò la Gran Contessa vice regina d'Italia sul sagrato della chiesa, a due passi dall’odierna manifestazione. Grande spettacolo in stile cinematografico con centinaia di comparse in costume; nobili, dame, cavalieri, streghe, contadini e monaci si danno appuntamento ai piedi del Castello di Bianello. Ogni anno due personaggi dello spettacolo vestono i panni di Enrico V e Matilde di Canossa. Ai piedi di Bianello sorge l’Albergo Ristorante La Maddalena da 70 anni gestito dalla famiglia Montanari che ha fatto a modo suo la storia col sapore dei piatti da gustare ancora oggi. Quattro Castella é uno dei pochissimi comuni d’Italia che ha voluto, aderendo alle norme EMAS e UNI EN ISO 14.001, autoresponsabilizzarsi tutelando e valorizzando il territorio per offrire al cittadino un’area ricca di opportunità. Le prestazioni in campo ambientale sono verificate da un organo accreditato Sincert e attestate dal rilascio di un certificato. L'Oasi LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) del Bianello, è una zona di 125 ettari per la protezione della fauna. Tra le specie di uccelli ricordiamo poiane, sparvieri, barbagianni, allocchi, gufi, fagiani, gazze e picchi, ma troviamo anche rettili, anfibi e mammiferi tra cui il tasso (mascotte dell'Oasi). Tra la vegetazione spiccano il pino silvestre e 18 specie di fiori individuate dalla Legge Regionale 2/1977 come rare e preziose. Il centro visite organizza escursioni guidate e iniziative di educazione ambientale per scuole e privati. Per tutelare l’ambiente, l'Oasi può essere visitata solo percorrendo i sentieri autorizzati.

DATI RIEPILOGATIVI

Popolazione Residente 11.204 (M 5.522, F 5.682)
Densità per Kmq: 242,9 (Censimento Istat 2001)
Numero Famiglie (2001) 4.270
Numero Abitazioni (2001) 4.632

CAP 42020
Prefisso Telefonico 0522
Codice Istat 035030
Codice Catastale H122

Denominazione Abitanti castellesi
Santo Patrono Sant'Antonino
Festa Patronale 2 settembre

Il Comune di Quattro Castella fa parte di:
Area Geografica: Terre di Matilde di Canossa
Regione Agraria n. 3 - Colline tra Enza e Secchia

Località e Frazioni di Quattro Castella
Quattro Castella: Bergonzano, Bianello, Calinzano, Ghesiola, La Fornace, Madonna della Battaglia, Mangalano, Salvarola, Rio Corte, Monticelli, Fossetta, Fornaci, Mediana, Casa Valle, Ca' Rosso, Ca' Marzano, Ca' Noce, Ca' Ruspecchio, Ca' del Pomo, Ca' Zecchini;
Montecavolo: Cantone, Orologia, Scampate, Fola, La Buca, Bambasino, Costa, Valestra, Ca' Nuova, Ca' Soldette, Ca' Moreda, Montelocco, Pellizzara, Tempie;
Puianello: Botteghe, Braglie, Ca' Matta, Cammelline, Casalè, Boschi, San Felice, Ca' del Rio, Casone, Mucciatella, Corticella, La Rosta, Le Forche, Montegaio, Fornasotto, Il Più Bello, Pamperduto, La Copela;
Roncolo: Colombara, Cerro, Ghiardello, Tripoli, Rubbianino;
Salvarano: Bedogno, Cereto, Molinetto, Piazza Navona, Tramicello, Pinotta, Ca' Montebello

Comuni Confinanti
A est: Albinea; a nord: Bibbiano, Reggio Emilia; a sud: Vezzano sul Crostolo; a sud e ovest: San Polo d'Enza

Chiese e altri edifici religiosi castellesi
Oratorio della Madonna della Battaglia

Eventi, Feste e Sagre
Corteo Storico Matildico (nel mese di maggio), con la Quintana dell'Anello e la Tenzone del Ponte (detta anche Gran Passo d'Armi)

Il comune è gemellato con
Brye (Francia)
Weilburg (Germania), dal 2002
Buzet (Croazia)

 
LINGUA POINT - REGGIO EMILIA