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Alghero
Sardegna

Alghero (in sardo S'Alighera) è una città italiana di 43.831 abitanti in provincia di Sassari in Sardegna. È conosciuta anche come Barceloneta, la piccola Barcellona. Viene considerata un'isola linguistica catalana in quanto il 22,4% dei suoi abitanti lo parla nella variante algherese, riconosciuta dall'Italia come lingua minoritaria e che sta ricevendo tutela attraverso programmi di insegnamento e di utilizzo ufficiale all'interno del territorio comunale. È famosa anche come Riviera del Corallo, in quanto le acque della sua rada sono uno dei punti in cui i corallari pescano il prezioso corallo rosso, uno dei più pregiati al mondo. Alghero è situata nella parte nord-occidentale della Sardegna, all'interno dell'omonima rada. La maggior parte del territorio a nord dell'area urbana è occupato dalla pianura della Nurra. Nell'estrema frangia a nord-ovest si ergono i sistemi carsici di Capo Caccia, Punta Giglio e Monte Doglia. Procedendo a sud della città si osserva un territorio formato per lo più da vulcaniti che vanno a formare gli altipiani di Villanova Monteleone e Bosa, dall'ultimo del quale hanno origine alcuni corsi d'acqua che hanno favorito l'agricoltura. Alghero conta un panorama naturale molto vario, dalle spiagge con sabbia fine alle scogliere con sassi piatti o molto frastagliati: è apprezzabile soprattutto la vista dal mare, in quanto si riesce a cogliere la varietà della sua costa mista alla vegetazione, la tipica macchia mediterranea e alla pineta che spesso fa da contorno; molto apprezzato per il suo panorama è il promontorio di Capo Caccia, con la sua ormai conosciuta falesia a forma di gigante addormentato che è divenuta una dei simboli di Alghero, insieme al pregiato corallo rosso. La zona di Capo Caccia con la prospiciente Isola Piana e del Golfo di Porto Conte è sito di primario interesse naturalistico, in cui recentemente è stata costituita l'Area naturale marina protetta Capo Caccia Isola Piana. La particolare conformazione geologica (orgine carsica) rende la zona ricchissima di grotte ed anfratti, ancora in buona parte inesplorati. Insistono proprio qui le famose Grotte di Nettuno, accessibili sia dal mare sia da terra (tramite la famosa Escala del Cabirol, di 656 gradini), e che offre al suo interno un panorama di sale e piscine, come la piscina del gigante, e stalattiti e stalagmiti di forme particolari, come l'organo. Sul versante orientale di Capo Caccia si aprono a strapiombo sul mare la Grotta dei Ricami e la Grotta Verde, raggiungibili solo via mare; nella prima numerose concrezioni davano origine a dei ricami di calcare, attualmente infatti è completamente devastata e le concrezioni sono sparse dappertutto, mentre nella seconda si possono ancora notare i resti di alcuni graffiti risalenti al Paleolitico, ormai quasi perduti a causa di atti vandalici e passati tentativi di "strappo".

ETIMOLOGIA
Il suo nome ha un'origine incerta: l'ipotesi più accreditata è che derivi da "Aleguerium" (alga), per la notevole quantità di Posidonia Oceanica che si deposita sul suo litorale, per altri dalla radice araba "al giaz ira" (penisola). Nelle strade cittadine, soprattutto in quelle del centro storico, accanto alla dicitura in italiano dei toponimi si affianca spesso la dicitura catalana. Se nella parte "nuova" della città i toponimi sono semplicemente tradotti in catalano, stessa cosa non si può dire del Centro Storico, nel quale le diciture rimandano alla tradizione culturale algherese; la centralissima via Carlo Alberto, per esempio, in un suo tratto prende il nome catalano di Carrer de Sant Francesc (strada/via di san Francesco), proprio in corrispondenza dell'omonima chiesa. Possiamo poi individuare zone tematiche, nelle quali i nomi si riferiscono a varie categorie: troviamo la zona delle regioni (Calabria, Toscana, ecc. nella zona di Maria Pia), dei grandi scrittori (Carducci, Pascoli, Dante, o altri nella zona della Mercede), dei musicisti (Mozart, Liszt, e altri nella zona del Parco Hemmerle), delle subregioni sarde (Barbagia, Gallura, Goceano, ecc. nel Quartiere della Pivarada), degli artisti catalani (Mirò, Espriu, ecc. alla Taulera), e di quelli algheresi (Sari, Giglio, ecc. al Carmine).

MANIFESTAZIONI
La Setmana Santa è la più importante manifestazione religiosa di Alghero: è la celebrazione della Pasqua di origini spagnole, e vede la partecipazione della quasi totalità della popolazione. Si porta in processione una statua del Cristo e si segue un calendario preciso per tutti i giorni: il martedì c'è la processione dei misteri dolorosi, il giovedì la celebrazione della Via Crucis, il venerdì il rito del discendimento del Cristo dalla croce e la sua deposizione nella culla, il sabato giorno di veglia e la domenica di Pasqua la resurrezione; la processione è molto suggestiva, in quanto si sfila tenendo in mano candele con la tipica lanterna di carta intorno. Altre manifestazioni importanti sono la Processione della Nostra Signora di Valverde, la messa a mare per il Santo Cristo della Costiera del Corallo, e le commemorazioni legate ai Santi Francesco, Anna, Cecilia e Barbara.

La prima settimana di agosto si svolgono poi i festeggiamenti in onore di Nostra Signora della Mercede (titolare dell'omonima chiesa), con una suggestiva processione a mare alla quale partecipano migliaia di fedeli.

La fiera di S.Giovanni, con i suoi stand gastronomici e commerciali, oltre che segnalare il solstizio d'estate, segna l'inizio di un evento artistico denominato Los Pintores de La Muralla. Sui Bastioni Magellano, angolo suggestivo della città sarda, i numerosi pittori dell'Associazione Culturale No Profit AlguerArte, armati di pennelli e colori, realizzano le loro opere davanti agli occhi ammirati e curiosi di numerosi turisti e cittadini locali, fino ad Ottobre.

A luglio si svolge il Gran gala dello sport e della televisione, serata spettacolo con la premiazione di sportivi, giornalisti, fiction con tema sportivo e film, organizzata in collaborazione con Rai e Sky.

Ogni anno si svolge inoltre il Premio Nazionale La degustatrice di olio di oliva nell'ambito della manifestazione L'Oro di Alghero, concorso al quale possono partecipare non solo degustatrici professioniste ma anche semplici estimatrici. Il comprensorio di Alghero è infatti rinomato per la coltivazione della qualità Bosana e la produzione di un eccellente olio extravergine di oliva.

Vi sono numerose manifestazioni sportive, come la gara automobilistica Alghero-Scala Piccada, le regate veliche, le maratone di nuoto e il Free Climbing sul promontorio di Capo Caccia; la sagra più nota è quella del riccio di mare o meglio, detto in catalano, (de lo Bogamarì), che si tiene tra gennaio e febbraio, il periodo in cui il riccio di mare è più saporito e carnoso.

GASTRONOMIA
La cucina algherese si basa soprattutto sul pesce e i crostacei, in particolare sulla famosa aragosta algherese conosciuta e apprezzata in tutto il mondo; alcuni piatti tipici sono l'aragosta all'algherese, la coppazza e gli spaghetti ai ricci di mare e gli spaghetti alla Bottarga, le monzette sotto sale cotte al forno e la paella algherese, che si accompagnano poi ai piatti e ai prodotti tipici della cucina sarda del nord; tra i dolci uno dei più tipici è la crema bruciata. Tra le verdure ricordiamo il pomodoro corallino, il pomodoro camona e i cardi. Il vino di questa zona, l'Alghero DOC, viene per la maggior parte prodotto dalla tenuta Sella&Mosca, di cui è possibile visitare le cantine e che ha un ecomuseo del vino al suo interno; un pregiato vino sardo prodotto esclusivamente in questa zona è l'Anghelu Ruju, in quanto le vigne sono attorno al sito archeologico. Importante anche la produzione di olio d'oliva, che proviene dagli oliveti del territorio algherese.

DA VEDERE

Numerosi i siti archeologici extra urbani: la Necropoli di Anghelu Ruju (dove è possibile visitare le Domus de Janas) e Santu Pedru, la villa di epoca romana (Santa Imbenia), il sito della Purissima (dove si crede sorgesse la città scomparsa di Carbia) e i complessi nuragici del Nuraghe Palmavera e di Santa Imbenia, oltre a vari nuraghi più o meno conservati sparsi su tutto il territorio, più una tomba nobile, la Tomba Aragonese.

Il primo sistema di fortificazioni della città risale al XIII secolo ed è quello dell'impianto urbano genovese. Dal 1354 la città viene occupata dai catalani, i quali restaurarono e ampliarono il sistema difensivo, trovato, sempre nel 1354 in pessime condizioni. Della cortina muraria genovese-catalana, rimane solo qualche tratto: la maggior parte delle fortificazioni oggi visibili, infatti, risalgono al XVI secolo e furono realizzate per espressa volontà di Ferdinando il Cattolico il quale, reputando le strutture difensive in condizioni di degrado tali da non garantire più la protezione della città, ne ordinò la ricostruzione.
Lungo le mura si contano 7 torri e 3 forti.

EDIFICI RELIGIOSI
Cattedrale di Santa Maria, XVI secolo;
Chiesa di Nostra Signora del Carmelo, XVII secolo;
Chiesa di Santa Barbara, XVI secolo (più vecchia chiesa della città, oggi parrocchia ortodossa);
Chiesa di San Francesco con il suo chiostro, XIV secolo;
Chiesa di San Michele e cupola policroma in maiolica, XVI secolo;
Ex-Chiesa di Nostra Signora del Rosario (oggi sede di un museo);
Chiesa di Nostra Signora della Misericordia;
Ex-Chiesa di Sant'Antonio Abate (oggi abitazione privata);
Chiesa di Sant'Anna intra mœnia (non visitabile);
Nella campagna circostante esistono altri luoghi di culto, come il famoso Santuario di Nostra Signora di Valverde (XVII secolo), a circa 7 km dal centro e meta di pellegrinaggi, la chiesa di Sant'Agostino vecchia (XIV secolo), Sant'Anna (XV secolo) e Sant'Agostino nuova (XVI secolo). Una curiosa leggenda avvolge la madonna di Valverde: pare che fosse stata ritrovata una madonna da alcuni pescatori, che la portarono nel Duomo, ma che il giorno dopo scomparve; ritrovata nello stesso posto si decise di costruire un santuario dedicato a lei, e da allora la Madonna di Valverde rimane nel santuario, dove ancora oggi vengono deposti numerosi ex-voto.

EDIFICI STORICI
Palazzo de Ferrera
Palazzo del Pou Salit (del pozzo salato)
Palazzo Peretti
Palazzo Guillot
Palazzo Carcassona
Palazzo Arborisich
Palazzo Machin
Palazzo Serra
Palazzo Lavagna
Palazzo Civico
Palazzo Balata
Palazzo Simon
Teatro Civico
Si segnalano anche Palazzo Bolasco, Palazzo Serra, Palazzo del Duca d'Albis, l'ex seminario, la Scuola Elementare del Sacro Cuore, il Palazzo Chiappe, il Mercato Civico, le ville in Stile Liberty che sorgono sul lungomare Dante e Villa Las Tronas, ora Hotel, che sorge su un piccolo istmo davanti al lungomare. Le rovine dell'abitazione di Giuseppe Manno (nome del primo storico algherese) sono state invece da pochi anni demolite. Un cenno va fatto all'Ospedale vecchio, sito nel centro storico cittadino, area per anni tenuta in stato di abbandono e rovina che ospiterà, dopo un restauro iniziato nella seconda metà del 2006, la sede della Facoltà di Architettura di Alghero dell'Università degli studi di Sassari.

FRAZIONI

Fertilia
è una frazione di 1.703 abitanti del comune di Alghero, nelle cui vicinanze è ubicato l'omonimo aeroporto. Dista 6 km da Alghero e poco meno di 34 km da Sassari. La borgata si erge in uno stile sobrio, tipico del fascismo, e tutto è costruito con trachite rosa. Dopo i primi arrivi di emigrati ferraresi, nel secondo dopoguerra saranno gli esuli di Istria e Dalmazia a popolare la borgata, diventando un microcosmo vicino al microcosmo catalano di Alghero; da tradizione veneta, la borgata è stata dedicata a San Marco e ivi campeggia un leone alato suo simbolo, proprio al centro del belvedere. Particolarità della borgata è che tutte le vie e le piazze richiamano luoghi o avvenimenti storici del Veneto e della Venezia Giulia.

Guardia Grande
La borgata di Guardia Grande, sorge alle pendici del Monte Doglia, e dista circa 22 km dal centro cittadino. La chiesa parrocchiale della frazione è intitolata a Nostra Signora della Guardia.

I Piani
I piani è una località situata lungo la Strada Provinciale 42 dei Due Mari. Nelle sue vicinanze sorgono importanti aziende quali l'azienda vitivinicola Sella&Mosca, nonché la Zona Industriale di San Marco.

Loretella
Loretella, frazione rurale che sorge a nord di Alghero, dista 8 chilometri dal centro. La chiesa parrocchiale è intitolata a Nostra Signora di Loreto.

Maristella
Maristella conta all'incirca 400 abitanti (394 il 30/06/2007). La frazione sorge ad una quindicina di km a nord della città, vicino a Porto Conte. La chiesa parrocchiale della frazione è intitolata a Nostra Signora di Stella Maris.

Sa Segada
Sa Segada è una borgata rurale localizzata a nord della città, compresa tra la Strada Statale 291 della Nurra e la Strada Provinciale 42 dei Due Mari. Dista 2 km in linea d'aria dall'aeroporto.

Santa Maria La Palma
E' una frazione di circa 1.000 abitanti, situata a circa 15 km dalla città. Nei sui pressi sorge l'Aeroporto di Alghero-Fertilia. Nella borgata ha sede una delle più importanti aziende vitivinicole del territorio.

Tramariglio
Tramariglio è una località turistica nei pressi di Capo Caccia e dista da Alghero poco più di 20 km. In essa trova sede l'Azienda Speciale Parco di Porto Conte (Villa Gioiosa, ex colonia penale oggi riqualificata). La locale chiesetta è intitolata al Santissimo Crocifisso.

Villassunta
La frazione di Villassunta sorge vicino al lago di Baratz, ai confini del comune. La borgata fa parte sia del comune di Alghero che di quello di Sassari.

CENNI STORICI
Il territorio di Alghero inizia la sua storia circa 6000 anni fa durante il Neolitico e prosegue lungo le fasi della storia che ha interessato tutta la Sardegna (per approndire vedi la voce La Sardegna nella preistoria); la civiltà nuragica ha eretto qui numerosi monumenti, quali le necropoli ipogeiche di Santu Pedru e di Anghelu Ruju, e i villaggi nuragici di Palmavera e di Sant'Imbenia. I Fenici, durante il IX secolo a.C., avevano instaurato proprio qui uno dei più proficui porti commerciali, favoriti dalla conformazione della costa e dalla presenza di risorse, soprattutto acqua dolce. Del periodo romano Alghero conserva poche testimonianze, come la villa romana di Santa Imbenia, il santuario lustrale della Purissima e il ponte romano sullo stagno del Calich. Nel 2007, alle pendici di "Monte Carru", collina adiacente la località "La Purissima", è venuta alla luce una necropoli con oltre 400 tombe databili tra il periodo repubblicano ed imperiale. In passato Alghero ha subìto diverse dominazioni che hanno influito profondamente sugli usi e costumi dei suoi abitanti, soprattutto per quanto riguarda la lingua, che mantiene la versione antica del catalano. Le origini della città vengono fatte risalire alla prima metà dell'XI secolo, anche se non ancora del tutto certe, con la fondazione del borgo vecchio da parte dei Doria, nobile famiglia genovese. In seguito, per la posizione strategica del borgo e per la presenza di una ricca falda acquifera sotterranea (di cui abbiamo ancora una testimonianza nei pozzi a cui si accede da alcune vecchie case del centro) furono numerosi i tentativi di impadronirsi della città: nel 1283 ci provarono i Pisani senza però riuscirvici, mentre nel 1353 venne conquistata dai catalani, guidati dal sovrano di Aragona Pietro IV il Cerimonioso, che popolò la città di catalani (alcuni sostengono fossero per la maggior parte graziati delle carceri spagnole e prostitute, ma questa tesi non ha per ora credito se non dalla stessa popolazione algherese); in quel periodo Alghero fu colpita da peste e carestia, e questo li costrinse alla resa. Nella seconda metà del XIV secolo, durante la crisi del Regno d'Aragona, Alghero rimase senza protezione , e questo diede modo alla Giudicessa Eleonora d'Arborea e a suo marito Brancaleone Doria di conquistare finalmente la città dopo anni di inutili tentativi. Nel 1492, a seguito dell'espulsione da Alghero della numerosa e ricchissima comunità ebraica, l'economia ricevette un duro colpo, a cui nel 1503 pose fine la bolla pontificia di Papa Giulio II. Nel 1541, l'imperatore Carlo V venne in visita accompagnato dall'ammiraglio Andrea Doria, constatando le qualità che la resero così appetibile nel passato, e coniando la famosa espressione "Estad todos caballeros". Nel 1652 fu colpita nuovamente dalla peste, portata nella città da una nave catalana, a cui alcuni algheresi speravano di salvarsi emigrando verso altre zone della regione, dando il via invece alla diffusione della pestilenza in tutto il territorio, peste che colpì duramente la regione per ben quattro anni. Nel 1720 si instaurò infine il dominio di Casa Savoia, ma Alghero, oramai di cultura catalana, rimase restìa ai cambiamenti per renderla più consona al lignaggio della casa sabauda. Durante la Seconda Guerra Mondiale Alghero e il territorio vennero bombardati, e il territorio fu occupato dalle truppe tedesche; la città riuscì comunque a risollevarsi, anche perché i danni, soprattutto per quanto riguarda la città vecchia, non furono fortunamente ingenti. Una piccola nota riguarda il complesso di San Michele: poiché molti algheresi persero durante i bombardamenti la propria abitazione, vennero alloggiati nel collegio dei Gesuiti allora abbandonato e retrostante la chiesa: solo adesso, dopo anni di resistenza, il borgo sta per essere recuperato per essere trasformato in una corte artistica, ma le ingenti opere di conversione del collegio in abitazioni hanno per sempre deturpato l'aspetto originale del palazzo, che ad un attento esame rivela ancora comunque tracce del suo aspetto passato. Negli anni '60 la città visse, come del resto tutta Italia, un momento di forte ripresa, accompagnato però da una forte speculazionedilizia che ha sui bastioni nei pressi di Porta a mare uno degli esempi più eclatanti, insieme ad alcuni Hotel posti sul litorale algherese.

 

 
 
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