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Arbus
Sardegna

Arbus (in sardo Àrbus) è un comune di 6.779 abitanti della provincia del Medio Campidano. Il territorio comunale si affaccia ad ovest sul Mar di Sardegna, con una fascia costiera di circa 47 km di lunghezza, da Capo Frasca a nord, fino a Capo Pecora a sud. A Torre dei Corsari e Pistis la costa è in prevalenza bassa e sabbiosa. A Piscinas e a Scivu si trova uno dei pochi deserti esistenti in Europa, con dune sabbiose che raggiungono un'altezza di 60 m. A Capo Pecora la costa è rocciosa, ricca di rocce granitiche.

L'entroterra arburese è ricco di zone minerarie, antico ricordo della principale attività economica del luogo: la zona di Ingurtosu e Montevecchio è sempre stata conosciuta come sito di estrazione mineraria, sfruttata già dai Fenici e, diventata zona industriale, fu trasformata in area di insediamento urbano per tutti coloro che lavoravano nelle miniere.

Del comune di Arbus fanno parte anche le frazioni di Bau (13,36 km), Funtanazza (17,57 km), Gennamari (11,99 km), Ingurtosu (9,71 km), Marina di Arbus Funtanazza (17,74 km), Marina di Gutturu Flumini (16,23 km), Montevecchio (4,58 km), Pistis (25,05 km), Pitzinurri (9,36 km), Porto Palma (22,31 km), Portu Maga (15,68 km), Sant`Antonio di Santadi (24,21 km), Sa`Tanca (5,06 km), Torre dei Corsari (23,31 km), Torre di Flumentorgiu (23,59 km).

ETIMOLOGIA
Il toponimo Arbus ha un'etimologia incerta: una prima congettura fa risalire il nome ad albus ("bianco"), riferito forse alla presenza di massicci granitici di colore chiaro; una seconda ipotesi si rifà ad arburis, per l'abbondanza di alberi che in passato avrebbe caratterizzato il territorio; secondo un'ultima ipotesi il termine deriverebbe da arabus, con riferimento alle orde saracene che un tempo avrebbero invaso le coste.

MANIFESTAZIONI
La festa di Sant'Antonio da Padova si svolge ogni anno nel mese di giugno e dura quattro giorni consecutivi (dal primo sabato dopo il 13 giugno al martedì successivo). Vi si svolge una processione che percorre circa 38 km, accompagnata da gruppi in costume sardo, cavalieri, dalle tradizionali traccas.

La processione ha inizio ad Arbus il sabato mattina, attraversa il centro abitato di Guspini e giunge fino alla frazione di Sant'Antonio di Santadi, a 3 km dalla spiaggia di Pistis, dove i festeggiamenti proseguono la domenica e il lunedì. Il martedì il simulacro effettua il percorso inverso e i festeggiamenti terminano la notte ad Arbus, con l'arrivo del simulacro del santo, salutato con uno spettacolo pirotecnico.

19 gennaio: festa di San Sebastiano (patrono del paese) e accensione dei falò nei vari rioni
Fine maggio: festa della Madonna d'Itria
Fine luglio: sagra della capra (ad Arbus)
Settimana successiva a Ferragosto: festa di San Lussorio e mostra internazionale di minerali e fossili (ad Arbus)

CENNI STORICI
La data di fondazione di Arbus non è nota: non risulta inserito nell'elenco delle decime pontificie del 1341, comprendente invece altri villaggi del territorio, ma già nel 1320 è menzionato come facente parte della giurisdizione feudale del marchesato di Quirra. Il comune di Arbus viene citato ancora nell'atto di allodiazione (cessione di proprietà libera da vincoli e tributi feudali) fatto alla catalana donna Violante Carroz l'8 novembre 1504 e, successivamente, nella Storia documentata della popolazione di Sardegna, in cui Corridore riporta gli atti del parlamento con la statistica dei comuni per fuochi e popolazione dell'anno 1678. Il comune conservò la dipendenza dalla baronia di Monreale, appartenente ancora al marchesato di Quirra, fino al riscatto dei feudi (1836), quando la Sardegna venne divisa in dieci province, e Arbus fu assegnata alla provincia di Iglesias. Il paese, dedito inizialmente all'agricoltura e alla pastorizia, ebbe uno sviluppo molto lento, tanto che nel 1688 contava appena 989 abitanti e dieci anni dopo ancora a 1282. Nel 1728 la popolazione saliva a 2126 abitanti e nel 1821 sfiorava le 3000 unità[3]. In quegli anni fiorì nel paese, grazie anche al vasto territorio comunale, l'allevamento di ovini, caprini, bovini, suini e cavalli che, nonostante l'assenza di strade, diede vita ad un commercio intenso soprattutto con Cagliari e Oristano. Altra attività di rilievo era quella dedicata alla tessitura dell'orbace, praticata dalla quasi totalità delle famiglie: su 670 case censite, 600 erano fornite di telaio. In seguito all'ampliamento delle vicine miniere di Montevecchio e Ingurtosu e alla manodopera richiamata da diverse parti della Sardegna, nel 1901 Arbus con 6450 abitanti era uno dei paesi più grandi della diocesi di Ales. L'ulteriore sviluppo delle attività estrattive avvenuto nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale portò la popolazione negli anni a metà del novecento a superare i 10.000 abitanti, ridottisi poi drasticamente in seguito alla crisi delle miniere e alla definitiva chiusura degli impianti. Il XX secolo si è chiuso con nuove prospettive offerte all'economia del paese dalla valorizzazione delle coste che lambiscono ad ovest il territorio comunale. Si pensa che possa costituire la risorsa primaria per la nascita di una solida industria turistica in grado di risolvere i gravi problemi occupazionali.

 

DATI RIEPILOGATIVI

Popolazione Residente 7.021 (M 3.483, F 3.538)
Densità per Kmq: 26,3 (Censimento Istat 2001)

CAP 09031
Prefisso Telefonico 070
Codice Istat 106001
Codice Catastale A359

Denominazione Abitanti arburesi
Santo Patrono San Sebastiano
Festa Patronale 20 gennaio

Numero Famiglie (2001) 2.570
Numero Abitazioni (2001) 5.572

Il Comune di Arbus è:
Località balneare segnalata con cinque vele nella Guida Blu di Legambiente

Il Comune di Arbus fa parte di:
Comunità Montana Linas
Regione Agraria n. 5 - Colline litoranee di Iglesias
Associazione Nazionale Italiana le Città del Miele

Località e Frazioni di Arbus
borgata: Sant'Antonio di Santadi; frazione: Ingurtosu (agglomerati: Bau, Pitzinurri, Bidderdi); villaggi turistici: Piscinas, Portu Maga, Guttur'e Flumini, Funtanazza, Porto Palma, Torre di Flumentorgiu, Pistis; siti minerari: di Montevecchio (Casargius, Telle, Sa Tanca, Righi), Gennamari, Naracauli

Comuni Confinanti
Fluminimaggiore (CI), Gonnosfanadiga, Guspini

Musei nel Comune di Arbus
Museo del Coltello Sardo

Chiese e altri edifici religiosi arburesi
Chiesetta della Beata Vergine d'Itria
Chiesa di Santa Barbara di Ingurtosu
Chiesa di San'Antonio di Santadi
Chiesa di San Sebastiano Martire (XVI secolo).