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Oliena
Sardegna

Oliena (in sardo Ulìana) è un comune di circa 7.700 abitanti, situato in Provincia di Nuoro. Il paese, adagiato sotto il massiccio calcareo del monte Corrasi, è cullato a vista dalle cime di Corrasi e Carabidda. Sorge ai margini della Barbagia di Ollolai a 10 km da Nuoro. Il panorama di Oliena si può ammirare, in tutto il suo splendore, dalla cima del monte Ortobene di Nuoro. Nel suo territorio è situato Badde Pentumas, un suggestivo canyon.

DA VEDERE

Il centro storico di Oliena è tutt'oggi ben conservato; Le strade, fatte di acciottolato, o d' "impredau", come si dice in paese, ospitano le antiche case, tutte vicine tra loro, che sembrano essere sorte con lo scopo di proteggersi l'una con l'altra. Anche se in gran parte disabitate, le antiche abitazioni conservano intatta la loro struttura originaria. Avevano quasi tutte un cortile interno, "Su porciu", la caratteristica arcata che predominava l'architettura del paese. Di solito allo stesso cortile si affacciavano 3-4 famiglie, quasi sempre appartenenti allo stesso ceppo. Entro il cortile stava il pozzo, e "Sa bicocca" con la scala di granito in bella vista. Il centro della vita domestica era la cucina, al centro della quale sorgeva "su ohile", dove si faceva il fuoco. Non tutti infatti si potevano permettere il caminetto. Il tetto, fatto sempre con canne sostenute da grosse travi, era facilmente deteriorabile. Se la casa possedeva un secondo piano, il pavimento dell'elevato era in legno. Non mancava un piccolo riparo per le capre, che ogni famiglia possedeva. La porta d'ingresso dava sulla strada ed era rialzata rispetto al suolo, per impedire l'ingresso dell'acqua e di animali.

C'erano però anche alcune case ben fatte, appartenenti alle famiglie più ricche. Sui muri del centro, si possono osservare oggi svariati murales, che riproducono scene di vita paesana. Un'altra particolare caratteristica del tessuto urbano di Oliena, è l'elevato numero di chiese, all interno dell'abitato se ne contano infatti 11. Abbiamo :

Sant'Ignazio
Santa Maria
Santa Croce
Nostra signora d'Itria
San Francesco Da Paola
San Lussorio
Su Carmene
Bonaria
San Giuseppe
Sant'Anna
Buoncammino
Non distanti da Oliena troviamo le chiese campestri di:

San Giovanni
Nostra Signora di Monserrata
Nostra Signora della Pietà

Sul versante Est del massiccio calcareo del Corrasi, faccia a faccia con "Sa preda 'e Mugrones" (la pietra del muflone), nella fertile e ubertosa valle di Guthiddai, incontriamo una delle fonti carsiche più prestigiose d'Europa, senz'altro la più bella dell'Italia intera. È il magnifico Su Gologone. La sorgente, solo parzialmente esplorata, alimenta il fiume Cedrino. La fonte ha sempre rappresentato un'importante risorsa idrica, che dà acqua potabile ai comuni di Oliena e Dorgali. Dopo la sorgente, a pochi chilometri, ecco la vallata di Lanaitto, luogo dai tratti belli e suggestivi, con grotte interessanti e visitabili con attrezzature speleologiche; ricordiamo tra le tante: Sa ohe, Su ventu, Su mugrone, Helihes Artas. Nella vallata, dal punto di vista archeologico, si possono visitare diversi siti. La Grotta Corbeddu, nella quale sono stati trovati i resti umani più antichi della Sardegna, e il villaggio nuragico di Carros, dove è stata rinvenuta un'importante fonte sacra. Non è facile leggere sotto le macerie di un villaggio che la polvere di almeno 2.000 anni ricopre, eppure, questo villaggio, assai vasto e imponente, quando verrà dissepolto, potrà aggiungere una nuova pagina alla preistoria sarda. Le tombe presenti in esso, conservano solo in parte i suppellettili che un tempo le ornavano, ma all'interno dei nuraghi potrebbero celarsi utensili e oggetti tali da completare le scarse conoscenze che si hanno sulle popolazioni che abitarono la Barbagia. Nel villaggio abbiamo un'altissima densità di nuraghi, pari a 0,60 per km², che lo rendono forse il più vasto della Sardegna, il quale sorge tra l'altro in una zona ancora inesplorata. Le abitazioni erano granitiche, ed è stata rinvenuta una grande officina che produceva diversi manufatti in metallo, che forniva anche i vicini centri di Gurruthone, Sòvana, Biriai e Serra Orrios. Il villaggio non era dunque isolato ma intraprendeva fitti scambi anche con Fenici e Cartaginesi. Sugli aspri costoni della valle si trova il villaggio di Tiscali, dove vivevano popoli guerrieri che mai si sarebbero assoggetati al dominio di Roma Imperiale. Sulla parete rocciosa della fortezza si apre un ampio finestrone dal quale si domina la sottostante valle di Lanaitto. Da li, le popolazioni potevano controllare tutti i movimenti dei romani. Il villaggio era un luogo molto sicuro per i suoi abitanti, e i soldati non si sono mai spinti in zone così impervie per cercare di catturare i ribelli; semmai lo avessero fatto, le popolazioni indigene erano pronte a nascondersi dentro le numerose grotte presenti nella valle, pronti a cogliere di sorpresa gli invasori: Alludeva proprio a queste genti Cicerone quando diceva che i "latrunculi mustrincati" pareva sbucassero da sotto terra come le formiche.

COSTUME
"Su hustumene", il costume: è così definito dagli olianesi il modo di vestire tradizionale, quello che si è conosciuto e tramandato dai nonni, il vestiario che si indossava fino agli anni '30 da grandi e piccoli, e che oggi è portato quotidianamente solo dalle donne più anziane del paese, talune volte elegante e ricco d'oro, tal'altre di fattura semplice, adatto ai giorni di lavoro. Oggi il costume si porta come elemento tradizionale e di cultura nelle processioni e manifestazioni folcloristiche. Il costume di Oliena è oggi poco imparentato con gli altri 300 presenti in Sardegna, ed è considerato, assieme a quello di Orgosolo, uno dei più belli dell'isola.

Le principali parti di cui si propone il costume, sia maschile che femminile sono:

Su Gippone, il corpetto di panno rosso;
Su Muncadore, il copricapo, ricamato a mano con pazienza, che và sulla testa della donna;
Sa Hammisa, la camicia, ricamata con delicati pizzi, più complessa quella femminile, più semplice quella maschile;
Sos Carciones de Uresi, il gonnellino di orbace del costume maschile;
Sas Miggias, le calze, anch'esse di orbace, che ricoprono le gambe dell'uomo;
Sa Berritta, il copricapo maschile, fatta di panno nero;
Sa Hintoglia, la larga cintura di pelle;
Sa Tunica, la gonna d'orbace femminile;
Il costume olianese, ma anche quello sardo in generale, viene realizzato interamente a mano, è di difficile elaborazione e per questo è prezioso e ha un certo valore. Si indossa con i classici gioielli sardi.

MANIFESTAZIONI ED ENOGASTRONOMIA
A Oliena abbiamo numerose ricorrenze festive, alcune antiche addirittura di secoli, altre più recenti. La notte del 16 gennaio si prepara un grande fuoco, uno in ogni rione del paese, in omaggio a Sant'Antonio abate, e per l'occasione si prepara un particolare dolce, "Su Pistiddu", che si offre agli ospiti insieme a un bicchiere di buon vino, mentre ci si riscalda tutti insieme davanti al fuoco. Alcune volte "Su Pistiddu" viene portato dal prete pro "Sa Benediscione" (la benedizione). Per carnevale invece si preparano "Sas thippulas","Sas Rugliettas" e "Sos Gugligliones", questi ultimi fatti di miele e mandorle. Abbiamo poi tutti i riti della Settimana Santa, comprendenti la Via Crucis, il Mercoledì delle Ceneri, la lavanda dei piedi agli apostoli il Giovedì Santo, e "S'Iscravamentu" il Venerdì Santo, durante il quale Gesù viene tolto dalla croce, ormai morto. A Pasqua poi, si può assistere ad un evento tra i più suggestivi dell'intera isola: "S'Incontru". Questo rito è l'animazione scenica dell'incontro tra la Madonna ed il Cristo risorto. Dalla chiesa di San Francesco parte una piccola processione di fedeli che accompagna la Madonna; Simultaneamente, un'altra processione che parte da Santa Croce, accompagna Gesù. I due simulacri sono ricoperti di ori votivi. L'incontro avviene in piazza Santa Maria. Alla madonna viene tolto il velo nero del lutto, gli spari coprono ogni altro rumore, e ad assistere, oltre ai fedeli, ci sono centinaia di donne e uomini in costume, che rendono ancora più bella la scena. Il 24 giugno invece è la festa di San Giovanni "Santu Juvanne de sos pastores", la quale chiesa, che sorge a pochi chilometri di distanza dal paese, viene raggiunta da una lunga processione di fedeli a cavallo, che una volta arrivati a destinazione ascoltano la messa e gustano il pranzo (di solito "vervehe hin patata") tutti insieme. Arriva poi la festa patronale di San Lussorio, a fine agosto. Nei giorni precedenti la festa, ogni sera viene allestito uno spettacolo diverso, dal cabaret, ai canti a tenore, ai balli sardi, fino al concerto finale, che vede come protagonista ogni anno, un cantante di successo del panorama musicale italiano. Il 21 agosto, giorno proprio della festa, dopo la processione, le vie del paese sciamano di gente fino a tarda notte. Dal 1° all'8 settembre, nel santuario campestre di Monserrata, si festeggia la Madonna. I novenanti alloggiano nelle tante "cumbressias" per tutto il tempo della festa. A metà settembre poi inizia "Cortes Apertas", una manifestazione culturale che oggi interessa tutti i comuni dell'isola, ma che è nata proprio ad Oliena nel 1995. Questa festa vede aprire tutte le case e i cortili vecchi per essere visitati dai turisti, e vengono esposti i prodotti di artigianato locale, e tutti i dolci del posto.

Gabriele D'Annunzio, ospite a Oliena per un breve periodo, elogia il vino del paese, il Nepente. Oliena infatti è nota soprattutto per il suo vino, conosciuto in tutto il mondo, e che si produce proprio qui, alle pendici del Supramonte. I giorni di vendemmia sono giorni di festa. Il vino si produce presso privati, oppure nella cantina sociale, che è tra le più produttive, ma il risultato non cambia, non ci sono parole per descrivere quel sapore, quell'odore particolare, o anche solo il colore, del Nepente olianese.

PERSONAGGI FAMOSI
Gianfranco Zola - Allenatore ed ex-calciatore della nazionale, con titolo di onorificenza inglese.
Mario Melis - Ex sindaco di Oliena, Presidente della Regione Sardegna, Senatore e Deputato, morto il 1° novembre 2003.
Ettore Sequi - Ambasciatore italiano in Afghanistan.
Padre Giovannantonio Solinas - Martire missionario, morto in Sudamerica; è attualmente in corso la causa di beatificazione.
Peppino Catte - politico italiano

ORIGINI E CENNI STORICI
Il primo insediamento abitativo di Oliena, inteso come struttura societaria permanente, si ha in età romana, anche se in tutto il territorio sono presenti tracce dell'uomo fin dall'età neolitica, con una forte presenza di villaggi e tribù nuragiche. Lo testimoniano i numerosi ritrovamenti avvenuti presso la valle di Lanaitto e le zone circostanti l'attuale centro abitato. Il paese, sembra essere nato dall'unione di tribù minori, che si sarebbero poi unite ad un preesistente villaggio, più sviluppato rispetto agli altri, e che quindi offriva più sicurezza contro gli invasori, ormai penetrati in Barbagia. Gli antichi antenati di questi popoli, sarebbero stati gli Iliensi, uomini di mare, fuggiti da Troia in fiamme. Oliena ebbe un primo notevole sviluppo nel periodo medioevale, quando venne edificato un castello di cui però oggi non resta alcuna traccia, se non nella toponomastica, che denomina appunto "Su Hasteddu", quel rione. Il paese, che prima apparteneva al giudicato di Gallura, e alla curatoria di Galtellì - Orosei, nel 1324 risulta sottomesso a Pisa. Durante questo periodo si incrementa l'agricoltura con l'introduzione di nuove colture, per lo più sconosciute ai sardi. Ad Oliena i pisani lasciarono impronte di civiltà. Resiste ancora il ponte in località "Pappaloppe". Era un vecchio ponte romano riattivato dai pisani. I vecchi lo chiamano però "Su ponte 'e sos pisanos". Da qui veniva esportato il bestiame e i prodotti caseari. Si importavano invece spezie e varie stoffe, tra cui il pregiato broccato, che pisani e genovesi acquistavano dall'Oriente Mediterraneo. A questo periodo risale anche la costruzione della chiesa di Santa Maria Maggiore, che non a caso fu così chiamata: S. Maria era infatti la protettrice dei pisani. La bella chiesa, che oggi appare molto diversa rispetto all'originaria struttura, databile tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, troneggiava isolata al di fuori dell'abitato. Al tempo degli aragonesi poi, il paese poteva definirsi spagnoleggiante, tante erano le affinità che legavano gli olianesi ai "nuovi padroni". Siamo al 1600 circa, e il paese va edificandosi in due distinti rioni: quello di "Sa Banditta" e quello di "Sa Banda Manna", separati in maniera regolare dal Rio Golathi, al punto che si sente la necessità di costruire più ponti. Nel XVII secolo, Oliena aveva un aspetto molto diverso da quello attuale. La grossa borgata, fiancheggiata da fitte foreste di lecci, stava arroccata al di sotto del già citato castello medioevale, e le case, addossate le une alle altre, andavano digradando dal rione "Sa Madalena" e "Sant'Idogli" (San Giorgio), verso la chiesa di Santa Maria. Nel '900, lo sviluppo è maggiore e in paese arriva la corrente elettrica. Nel 1935 si dispone di un caseggiato scolastico (prima infatti le lezioni si svolgevano in case private), e negli anni '50 si hanno la rete idrica e quella fognaria. Migliora l'igiene e la popolazione arriva per la prima volta a quota 5.000. Apre il primo sportello bancario, circolano le prime automobili e nel 1953 nasce la prima società calcistica olianese: La Corrasi.

La pagina più bella della storia di Oliena, è senza dubbio quella scritta dai gesuiti. Essi arrivarono nel paese nel 1665. Vi trovarono i frati minori di S.Francesco da Paola, che già dal 1525 vi si erano stanziati. Di questi ultimi resta ancora la chiesa. I membri della Compagnia di Gesù, iniziarono la costruzione di un grande convento, ed edificarono in seguito l'attuale chiesa parrocchiale, dedicata al fondatore dell'ordine gesuitico: Sant'Ignazio di Loyola. Per la costruzione della chiesa furono usate le pietre del vecchio castello, ormai in rovina, che vennero smantellate dagli operai. Il convento adiacente fungeva da scuola, e perciò fu detto "Collegio"; qui si insegnavano latino e retorica. Questa scuola accoglieva i giovani di Oliena e di tutta la zona, e probabilmente era la scuola più importante del Nuorese. Oltre un secolo dopo, nel 1773, in seguito alla soppressione dell'ordine, i gesuiti dovettero abbandonare il vasto complesso da loro creato. Sempre nel collegio i religiosi avevano installato un frantoio e piantato un giardino ricco di agrumi e alberi sconosciuti nella zona. Grazie al loro infaticabile lavoro si incrementò l'agricoltura, in quanto introdussero alberi da frutta, e l'allevamento di vacche, pecore, maiali e cavalli. Vennero impiantati anche due gioielli di ortofrutta lavorati in maniera razionale: "S'ortu 'e molinu", "S'ortu 'e su re", e la vigna di Iriliai, dove trovarono posto oltre centomila ceppi di vite. Si costruirono ponti, strade, fontane e utili abbeveratoi, per non parlare poi delle opere di ristrutturazione.

DATI RIEPILOGATIVI

Popolazione Residente 7.604 (M 3.746, F 3.858)
Densità per Kmq: 46,0 (Censimento Istat 2001)

CAP 08025
Prefisso Telefonico 0784
Codice Istat 091055
Codice Catastale G031

Denominazione Abitanti olianesi
Santo Patrono San Lussorio
Festa Patronale 21 agosto

Numero Famiglie (2001) 2.562
Numero Abitazioni (2001) 2.791

Il Comune di Oliena fa parte di:
Comunità Montana Nuorese
Regione Agraria n. 6 - Colline di Nuoro
Parco Nazionale del Gennargentu e Golfo di Orosei
Associazione Nazionale Città del Vino
Area Minoranza Linguistica Sarda

Comuni Confinanti
Dorgali, Nuoro, Orgosolo